29 marzo 2010

OCCUPAZIONE UFFICI DELLA CARLO COLOMBO Spa DA PARTE DEI CASSAINTEGRATI

 

 

Milano. Una trentina di dipendenti della Carlo Colombo s.p.a. di Agrate Brianza, azienda produttrice di trafilati e piatti in rame, dopo 15 mesi di cassa integrazione ordinaria hanno deciso di occupare gli uffici aziendali in via Crespi 17 a Milano, perchè dicono la Carlo Colombo s.p.a. non rispetta gli accordi presi con il sindacato nell'ottobre del 2008. Il contratto stipulato con le parti sociali prevede la ricollocazione degli operai in Cigs in altre sedi dell'azienda (a Pisa e a Pizzichettone,provincia di Cremona) e il pre-pensionamento per alcuni di loro. Finora, continuano i dipendenti, l'azienda su 80 operai in cassa integrazione ha reintegrato solo 7 persone e nessuno ha avuto il pre-pensionamento. Al loro posto nello stabilimento di Pizzichettone sono stati assunti con contratto interinale altri lavoratori.

Servizio di Angela Nittoli

 

Da: C6 tv

19 febbraio 2010

Agrate, a rischio il secondo anno di cassa. I lavoratori alla Carlo Colombo: "va rispettato l’accordo” (video)

 

Autore:

Scritto da Simona Sala

Venerdì 19 Febbraio 2010

 

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“Oggi dopo un anno dalla chiusura (dicembre 2008 ndr) siamo ancora qui, a chiedere un diritto sacrosanto, che ci avete negato in passato e ci state negando ancora oggi: il posto di lavoro”. - È quello che gridano a gran voce i lavoratori in cassa integrazione straordinaria della Carlo Colombo di Agrate Brianza.

La situazione è tesa intorno a quella che fino ad un anno fa era una storica azienda della Brianza, leader nella trasformazione del rame, ora chiusa e trasferita in parte a Pizzighettone (Cr). Il primo anno di cassa è passato e ora sarà il Ministero a decidere se ci sarà il rinnovo per un secondo anno. Il dubbio resta per i 65 ex dipendenti ancora in cassa perché l’accordo sottoscritto in Confindustria fra sindacati e azienda non è stato rispettato. Come ultima alternativa si ricorrerà a dodici mesi di cassa in deroga.

«L’accordo parlava di due anni di cassa integrazione straordinaria, e per concedere il secondo anno il Ministero chiedeva una ricollocazione per almeno il 30 percento del personale nel corso del 2009 – ha spiegato Antonio Castagnoli, delegato Fiom Cgil Brianza – Ma la crisi non ha aiutato questo processo e alla fine sono stati ricollocate solo 15 persone, anche se molti di loro hanno anche fatto corsi della regione Lombardia».

Ma quanto denunciano i lavoratori è ben più grave: l’azienda ha precluso al personale il trasferimento a Pizzighettone dando garanzie sul ricollocamento, ma non ha fatto nulla in questo anno appena passato per trovare nuovi impieghi, “anzi avete preferito a noi cassaintegrati dello stesso gruppo Colombo dei lavoratori tramite agenzie interinali, 15 ne avete presi a Pizzighettone” – si legge in una lettera che riporta tutti il disprezzo e la rabbia degli ex dipendenti per queste scelte.

carlo-colombro“Vogliamo il totale rispetto dell’accordo –chiosa Marcello Galano ex trafilatore di rame – oppure si ritorna alla situazione precedente. Non ci interessano le briciole che ci danno, noi dobbiamo vivere e vogliamo lavorare. Se hanno sbagliato si rendano responsabili dei loro atti e non si nascondano dietro a Confindustria”. Jakelich Domenico rincara la dose aggiungendo “In un incontro privato che c'è stato tra la  proprietà dell’azienda e l’amministratore delegato, Marco Negrini, quest'ultimo ha definito l’accordo con i sindacati carta straccia”.

E adesso gli ex dipendenti dell’azienda di via Euripide sono pronti a manifestare, il 26 febbraio a Milano partiranno in corteo davanti alla Onlus Charlie di via Guerzoni e fino a riunirsi in un presidio sotto la sede in via Crespi. Un chilometro di marcia per dire: “L’azienda non può lavarsene le mani, chiudere e fregarsene dell’accordo”. La scelta di partire dall’associazione Charlie è voluta, per far pesare ancora di più il problema: nel 2000 Giorgio Colombo il fondatore ha perso il suo figlio sedicenne Charlie e ha fondato l’”Amico Charly” a sostegno degli adolescenti e questo ai lavoratori non va giù “Aiutate i giovani e abbandonate le famiglie. Voi ci avete fatto perdere la sicurezza familiare che è la base per poter crescere i nostri figli. Da oggi il nostro obiettivo e farvi una campagna pubblicitaria talmete brutta da farvi scappare via tutti i vostri clienti”.

 

 

Da: MbNews - Monza Brianza

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